#07 Chiesa della Misericordia o San Giovanni Decollato

La storia

L’origine della Chiesa avvenne con la sudditanza di Demonte e della valle Stura al Duca di Savoia Carlo Emanuele I il quale per meglio governare, instaurò in Demonte una Corte di Giustizia con potere di emettere sentenze severe, anche condanne a morte. L’attuale curva stradale denominata “della Butteria” per entrare in paese, allora era la piazzetta della forca.
I Frati Cappuccini, confratelli della Confraternita di San Giovanni decollato o della Misericordia si occupavano dell’assistenza morale dei condannati e materiale delle vedove e degli orfani.

IT7-CHIESA della MISERICORDIA o di SAN GIOVANNI DECOLLATO

Verso il 1600 venne costruita la Chiesa attuale. Qui ebbero sede la Confraternita dei Disciplinati Neri, istituita nel 1627, e legata all’altar maggiore di San Giovanni decollato. All’altare di Santa Elisabetta d’Ungheria nel 1646, fu aggregata la compagnia delle Umiliate, istituita nel 1634.
Nel 1640, la Chiesa venne messa a disposizione dei frati Cappuccini, giunti a Demonte qualche anno prima per combattere l’eresia protestante. La permanenza dei cappuccini nella Chiesa si protrasse per oltre 70 anni fino a che non poterono usufruire nell’anno 1714 di una loro Chiesa consacrata con il nome di Santa Maria degli Angeli.
Un terzo altare venne inaugurato nel 1721 in onore di San Francesco e di San Quintino, successivamente (1852) intitolato all’Addolorata.
Quando gradualmente la necessità di assistenza si attenuò, la Chiesa divenne anche sede dell’Ordine della Santissima Trinità fondato nel secolo XII da San Giovanni de Matha e da San Felice di Valois I l compito di quest’Ordine era di raccogliere denaro per riscattare e proteggerei cristiani prigionieri degli infedeli
Negli ultimi due secoli la chiesa diventò praticamente sede esclusiva della Confraternita femminile di Santa Elisabetta.

La semplice struttura “a capanna” della facciata è stata ravvivata alla fine dell’Ottocento dalla decorazione che le ha conferito un prospetto neogotico, in cui campeggia l’affresco della Decapitazione di San Giovanni Battista, affiancato lateralmente, nelle due nicchie, dalle figure dei Santi Zaccaria ed Elisabetta, suoi genitori.

La Visita

L’interno offre una bella aula con volta unghiata, pareti interrotte dalle due piccole cappelle laterali. Su tutto emergono la Pala sopra l’Altar Maggiore dipinta nell’anno 1675 dal pittore Bartolomeo Puppus da Mentone e lo stupendo Altare ligneo, una delle migliori opere barocche del Piemonte, costruito dall’Architetore e Minusiere Marco Pietro di Conty nell’anno 1676.
A sinistra entrando vi è lo stendardo della Compagnia della Trinità. Su un lato è raffigurata la Trinità che incorona la Vergine, due incatenati in primo piano; sull’altro lato è dipinta la Decollazione del Battista.
In una nicchia con cornice di legno dorato è collocata la statua lignea della Madonna Addolorata, del genovese Giuseppe Chiappori (1847).

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Si prosegue ammirando una tela del 1731 (attribuita al pittore cuneese Botta) che ricorda la presenza dei Cappuccini in Demonte nel XVII secolo: la Vergine con Bambino e due Cappuccini.

La Cappella (Cappella dell’Addolorata) ha l’altare in muratura sormontato da un’ancona lignea classicheggiante. Ai lati, oltre lo stendardo della Compagnia dell’Addolorata, vi è la tela dello Sposalizio della Vergine con S.Giuseppe, inoltre alcune tele a sfondo francescano, tra cui una Sacra Conversazione: Madonna con Bambino e i Santi Francesco, Chiara, Elisabetta e Antonio da Padova opera del famoso pittore fiammingo Giovanni Claret.

Presbiterio e Altare Maggiore

Nel Presbiterio c’è da notare, sul lato sinistro, oltre al pulpito ligneo costruito nell’anno 1676 dal Mastro minusiere Luisone Graglia, una tela del Battesimo di Gesù e un gruppo processionale ligneo ottocentesco raffigurante un gruppo di Angioletti che sorreggono la testa del Battista. Sul lato destro, lo stendardo dei Disciplinati Neri e un banco settecentesco in noce con dossale in cui è scolpita la testa del Battista su un vassoio. Al di sopra è dipinto un santo dell’Ordine Trinitario con la caratteristica Croce rossa sul petto.

La mensa lignea dell’Altare maggiore racchiude, protetta da vetro, una statua lignea del Cristo morto, opera dell’anno 1726 dello scultore demontese Andrea Guibert.
A completare la grandiosa e monumentale Macchina d’Altare lignea dell’anno 1676 che occupa l’intera parete di fondo del presbiterio, nella parte centrale, tra le due colonne tortili, presenta la tela del Martirio di S.Giovanni Battista, mentre la parte superiore del quadro raffigura la Vergine incoronata dalla SS.Trinità. Altre due tele laterali rappresentano i genitori del Battista: i santi Zaccaria e Elisabetta.

Nella Sacrestia, in grandi armadi a vetrina, protetti da allarmi, sono conservati paramenti sacri e Reliquie dei secoli XVIII e XIX.

Al Coro si accede dal Presbiterio. E’ un locale semicircolare con volta a semicatino rovesciato. Nel vano dietro l’altare in una teca di sicurezza sono conservati reliquiari di Santi.

Altare di Santa Elisabetta. E’ in legno scolpito e dorato ed è opera dello scultore demontese Paolo Bià. Ha il dossale sorretto da due colonne sorreggenti una trabeazione. Presente al centro della nicchia la statua in legno dorato di Santa Elisabetta d’Ungheria, patrona delle Umiliate.

Nella parete successiva, è presente una tela, simile a quella di fronte, che rappresenta Un cappuccino in estasi di fronte al Cristo e alla Vergine.

Bibliografia

– “Relazione storico-tecnica preliminare al restauro del Palazzo Borelli”, 1996 del Politecnico di Torino, Professoressa Dottor Arch. Claudia Bonardi
– “Parrocchia S.Donato di Demonte” Ed. Diocesi di Cuneo, 2008
– Studio Architetti Associati Torino – “Palazzo e Parco Borelli, progetto di restauro e valorizzazione”, 2010, Arch. Carla Bartolozzi
– “Demonte ieri e oggi”, Primalpe Edizioni, 1983
– Archivio storico della Confraternita di San Giovanni Decollato di Demonte